Capitale Italiana della Cultura 2028, Catania tra le 10 finaliste - SICILIA MAGAZINE +

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giovedì 22 gennaio 2026

Capitale Italiana della Cultura 2028, Catania tra le 10 finaliste

 



Che cosa può mettere in relazione una città dal fascino barocco con i neutrini nel mar Ionio? A prima vista, niente. E proprio in questo accostamento inatteso sta l’originalità del progetto che ha permesso a Catania di entrare tra le dieci città finaliste candidate a diventare Capitale Italiana della Cultura 2028. Un riconoscimento che porta con sé un anno di iniziative, un finanziamento di un milione di euro, ma soprattutto grande visibilità e una spinta concreta al rinnovamento urbano.

Il Ministero della Cultura ha reso note le città selezionate dalla giuria sulla base dei dossier presentati. Tra queste c’è la città etnea con la proposta chiamata “Catania Continua”, che verrà presentata durante le audizioni pubbliche del 26 e 27 febbraio 2026.

Ogni città avrà un’ora complessiva: mezz’ora per illustrare il progetto e mezz’ora per rispondere alle domande della commissione. Le audizioni saranno trasmesse in diretta streaming sul canale YouTube del Ministero, come previsto dal bando.

Le dieci finaliste per il 2028

Di seguito l’elenco completo delle città finaliste con i rispettivi titoli dei progetti:

  • Anagni (FR)Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce
  • AnconaAncona. Questo adesso
  • CataniaCatania Continua
  • Colle di Val d’Elsa (SI)Colle28. Per tutti, dappertutto
  • ForlìI sentieri della bellezza
  • Gravina in Puglia (BA)Radici al futuro
  • MassaLa Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia
  • Mirabella Eclano (AV)L’Appia dei popoli
  • Sarzana (SP)L’impavida. Sarzana crocevia del futuro
  • Tarquinia (VT)La cultura è volo

Il nucleo del dossier: “Catania Continua”

Catania Continua” non è soltanto una frase d’effetto: è un piano culturale e sociale, ma anche un percorso urbano, pensato come una dichiarazione di identità di una città che evolve e si trasforma senza fermarsi, valorizzando la sua natura complessa e plurale.

Il dossier è costruito su tre principali prospettive, chiamate “sguardi”:

  • In alto e in profondità: lo sguardo rivolto all’Etna, ma anche al mare e alla dimensione scientifica legata ai neutrini;
  • Oltremare: Catania vista come punto d’incontro e passaggio tra culture nel Mediterraneo;
  • Dentro: l’obiettivo di avvicinare centro e periferie, unendo memoria e futuro, vita quotidiana e cultura.

L’idea centrale è che la cultura possa diventare uno strumento per rigenerare la città, migliorare gli spazi e consolidare il senso di appartenenza, riducendo distanze sociali e territoriali.

Le molte identità di Catania

Il progetto mette in risalto le diverse “anime” della città, non limitandosi al patrimonio storico e artistico, ma includendo anche l’aspetto scientifico, tecnologico e sociale.

Catania viene descritta come:

  • la città di Vincenzo Bellini, autore della Norma, celebrato nel teatro a lui intitolato;
  • un riferimento musicale grazie a figure come Franco Battiato e Carmen Consoli, simboli di creatività e libertà artistica;
  • un luogo importante per la letteratura, legato a autori come Verga, De Roberto, Brancati e Goliarda Sapienza;
  • un centro scientifico di rilievo, con l’Università fondata nel 1434, i laboratori INFN e il progetto sottomarino KM3NeT nel mar Ionio;
  • un territorio attivo sul piano produttivo, con 780 imprese culturali nella provincia, tra spettacolo, editoria e attività creative.

A tutto questo si aggiunge una dimensione religiosa molto sentita: la festa di Sant’Agata richiama ogni anno oltre un milione di persone, diventando uno degli eventi devozionali più partecipati a livello internazionale.

Anche le difficoltà entrano nel racconto

Il dossier non dipinge però una città perfetta: vengono citati anche i problemi che da tempo ne rallentano lo sviluppo, come carenze infrastrutturali e sociali, povertà educativa, servizi insufficienti nelle periferie e la continua fuga dei giovani.

Proprio per questo, “Catania Continua” viene pensato come un cambiamento che parte dal territorio, coinvolgendo cittadini, istituzioni, scuole, associazioni e imprese. L’approccio è quello di una cultura condivisa e partecipata, non imposta dall’alto ma costruita con la comunità, per collegare ciò che Catania è oggi con ciò che potrebbe diventare domani.

I prossimi passaggi

Il momento decisivo arriverà a fine febbraio 2026, con le presentazioni a Roma. Dopo le audizioni, la giuria comunicherà la città vincitrice entro marzo 2026.

Nel frattempo, Catania si prepara a competere con convinzione, puntando su un dossier considerato strutturato, ambizioso e fortemente ancorato alle esigenze reali del territorio.




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